Montag, 21. Juli 2014

Alberto Tomba





Alberto Tomba (Bologna, 19 dicembre 1966), è un ex sciatore alpino è attore italiano. 






















Noto a livello internazionale con il soprannome "Tomba la Bomba", anche per lo stile aggressivo in pista e per il carattere estroverso fuori, fu uno dei protagonisti dello sci alpino dal 1986 al 1998, particolarmente nelle specialità di slalom speciale e slalom gigante. Con cinquanta vittorie complessive i Coppa del Mondo, è il terzo sciatore di sempre per numero di successi dopo Ingemar Stenmark e Hermann Maier. Oltre alle vittorie in Coppa del Mondo, fra cui la conquista della Coppa nel 1995, ha ottenuto due ori olimpici in gigante (Calgary 1988 e Albertville 1992), l'oro olimpico in slalom (Calgary) e i due ori in gigante e slalom ai Mondiali del 1996. È considerato uno dei più grandi specialisti delle discipline tecniche di tutti i tempi.

Originario di un paese lontano dalle montagne (Castel de'Britti, frazione collinare di San Lazzaro di Savena presso Bologna), Tomba imparò a sciare sugli Appennini; in seguito si perfezionò a Cortina d'Ampezzo, dove i suoi genitori avevano una casa, istruito da Roberto Siorpaes, suo allenatore fino all maggiore età.

Inoltre non mancavano le sciate sulle piste appenniniche del Corno alle Scale e del Monte Cimone, località sciistiche molto vicine a casa. A diciassette anni, nel 1983, iniziò le competizioni a livello agonistico, gareggiando in Svezia con la squadra C2 in Coppa Europa.

Dopo aver vinto tre gare in Coppa Europa, debuttò in Coppa del Mondo nel 1985 a Madonna di Campiglio; gareggiò poi a Kitzbühel, in Austria, nel 1986. Il 23 febbraio a Are, Tomba partito con il pettorale numero 62, si piazzò al sesto posto nella gara vinta da uno dei suoi più grandi rivali, Primin Zurbriggen, conquistando così i suoi primi punti in Coppa del Mondo. Il primo podio arrivò il 14 dicembre 1986 sulla pista della Gran Risa dell'Alta Badia, in Italia, una delle località preferite da Tomba e dove successivamente avrebbe vinto quattro volte.

Grazie principalmente al podio della Gran Risa, Tomba venne selezionato per i Mondiali del 1987, svoltisi a Crans-Montana Svizzera, e conquistò l'unica medaglia vincendo bronzo in slalom gigante.

In 1988, Tomba partecipò alla sua prima Olimpiade (Calagary) . Il  25 febbraio nella gare di gigante, con il pettorale numero 1, disputò una straordinaria prima manche, in cui arrivò primo con ben 1 secondo e 14 centesimi sul secondo, nella seconda si limitò a gestire il vantaggio e ottenne la sua prima medaglia d'oro. Nella prova di slalom speciale, invece, vinse la seconda medaglia d'oro dopo una prima manche conclusa al terza posto e la rimonta nella seconda grazie alla quale arrivò con sei centesimi di vantaggio sul secondo.

Dopo dieci anni di vittorie, Tomba iniziò a pensare al ritiro, avendo ormai vinto tutto, ma non prima dei Mondiali 1997 in Italia, al Sestriere. Davanti a trentamila spettatori, uscì di gara in gigante, in speciale, invece, dopo una prima manche deludente con una grande rimonta nella seconda conquista la medaglia di bronzo, nonostante la febbre, alle spalle del norvegese Tom Stianson e del francese Sébastien Amiez.

Ai XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano del 1998 non conquistò nessuna medaglia. 

ombra chiuse la carriera al termine della stagione, vincendo l'ultima gara, lo slalom speciale delle finali di Coppa del Mondo di Crans-Montana. Il suo bilancio finale è di cinquanta gare vinte in Coppa del Mondo, una Coppa del Mondo assoluta, quattro Coppe del Mondo di slalom speciale, e quattro die slalom gigante: è l'unico sciatore ad aver vinto per undici anni consecutivi (1987-1998) almeno una gara in Coppa del Mondo.

Dopo il ritiro, avvenuto dopo la vittoria in Coppa del Mondo a Crans Montana del 15 marzo 1998, girò per tre anni l'Europa con il "Toma-Tour" per lo sviluppo dello sci giovanile. Tuttora si dedica alla promozione dello sci, sia in senso agonistico, sia della diffusione dei valori sportivi.

Tomba interpretò nel 1999 il ruolo di Alessandro Corso nel film poliziesco Alex l'ariete, senza riscuotere successo.

È socio fondatore dell'associazione Laureus per la promozione dell'attività sportiva contro il disagio sociale.

Sonntag, 20. Juli 2014

Bologna


Bologna è un comune italiano di 381'036 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e, de facto della regione Emilia-Romagna. È il settimo comune italiano per popolazione ed è il cuore di un'area metropolitana di circa 1'000'000 di abitanti.










Antichissima città universitaria, ospita numerosissimi studenti che animano la sua vita culturale e sociale. Nota per le sue torri ed i suoi lunghi portici, possiede un ben conservato centro storico (fra i più estesi d'Italia), in virtù di un'attenta politica di restauro e conservazione avviata dalla fine degli anni sessanta del secolo scorso, a dispetto dei gravi danni causati dagli sventramenti urbanistici della fine del XIX secolo e dalle distruzioni belliche.
La Città, i cui primi insediamenti risalirebbero ad almeno un millennio prima di Cristo, è sempre stata un importante centro urbano, prima sotto gli Etruschi ed i Celti poi sotto i Romani, poi ancora nel Medievo Bo-lan.ya, come libero comune (per un secolo è stata la quinta città europea per popolazione). Importante centro culturale ed artistico, questo ruolo fatica talvolta ad esserle riconosciuto, mancando un "capolavoro" di rinomanza mondiale che possa attirare in massa i turisti: tuttavia, la sua importanza artistica e monumentale è basata su un insieme omogeneo di monumenti ed emergenze architettoniche ed opere d'arte frutto di una storia architettonica ed artistica di prim'ordine.

Bologna è un importante nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie del nord Italia, in un'area in cui risiedono importanti industrie meccaniche elettroniche e alimentari. Secondo il dato dell'ultima ricerca dell'European Regional Economic Growth Index del 2009, Bologna risulta essere la prima città italiana e la 47. in Europa per tasso di crescita economica.

È sede di prestigiose istituzioni culturali, economiche e politiche e di uno dei più avanzati quartieri fieristici d'Europa. Nel 2000 è stata "capitale europea della cultura" e dal 2006 è "città della musica" UNESCO. La città di Bologna è stata selezionata a partecipare all'Esposizione Universale di Shanghai 2010 insieme ad altre 45 città del mondo.

Bologna è situata nella Pianura Padana, a ridosso dei colli appenninici, fra lo sbocco della valle del Reno e quella del Savena.
Il territorio si estende dai margini meridionali della Pianura Padana ai primi rilievi collinari dell'Appennino tosco-emiliano, spaziando dai 29m s.l.m. della frazione Corticella ai 54 del centro del capoluogo, fino ai 300m s.l.m. di Monte Sabbiuno e del Colle della Guardia.


Clima

Bologna presenta un clima continentale. Gli inverni possono essere anche molto rigidi (la minima temperatura invernale storicamente registrata nella zona, più precisamente a Molinella nella notte tra il 12-13 gennaio 1985, fu di -28,8°C, causata dalla storica ondata di freddo del gennaio 1985) e non mancano le precipitazioni nevose, talvolta anche assai abbondanti per una zona di pianura: sono rimaste negli annali e nella memoria storica di molti bolognesi, quasi mitizzate, le precipitazioni del giugno 1491, con i suoi 30cm e quella del febbraio 1929 (quando tutto il Nord-Est, e in particolare la Romagna, fu aggredito una bufera di neve eccezionale), con circa 130cm di neve e con la città interamente bloccata per giorni da veri e propri "muri di neve" che arrivavano fino ai primi piani degli edifici, anche a causa della neve che apposite squadre di spalatori scaricavano dai tetti a rischio di crollo. Nel febbraio 2012 (l'ondata di gelo ha portato un accumulo di 96 cm), ma si ricordano anche nevicate di qualche decimetro addirittura in mesi primaverili, specie in marzo (recentemente il 17 aprile 1991). Con una nevosità media invernale di circa 40 cm, è sicuramente una della città della pianura padana con maggiore frequenza di nevicate.
Le estati sono calde ma meno afose di altre città molto più a nord nella pianura padana; possono  essere altresì assai lunghe e siccitose (come nel 2003 e nel 2012); in luglio e agosto è abituale il superamento dei +37°C. Le mezze stagioni sono, in genere, miti e piovose e hanno breve durata.

Monumenti e luoghi d'interesse

Bologna è la città dei portici: oltre 38 km nel solo centro storico. Li si trova in quasi tutte le vie del centro  e la loro origine è in parte da attribuirsi alla forte espansione che ebbe la città nel tardo Medioevo, quando la città e la fiorente università divennero un polo ambito per studiosi e letterati di tutta l'Europa, ma anche per la popolazione proveniente dalla campagna.

Di qui la necessità di sfruttare al meglio gli spazi e aumentare la capienza delle case espandendo i piani superiori al piano terra, dapprima con la creazione di sporti in legno sorretti da travature, e successivamente da portici sorretti da colonne. Peraltro i portici, come anche in altre città vicinati, costituirono anche un sistema pressoché spontaneo di camminamenti coperti, consentendo perciò di percorrere buona parte delle strade al riparo da pioggia e neve. Esse furono anche un mezzo per l'espansione di attività commerciali e artigiane. Ritenere che la nascita del portico sia solo una diretta conseguenza delle necessità espansionistiche del tessuto urbano è però fare torto ai principi di saggia amministrazione urbanistica che hanno dimostrato gli allora rettori della città. Anzi dobbiamo rilevare la loro lungimiranza e la loro capacità di predisporre dei servizi per tutti, richiedendo un sacrificio alla proprietà privata (i portici sono eretti su suolo privato e l loro manutenzione è di pertinenza del proprietario della casa annessa alla struttura portilizia) obbligando alla costruzione delle case coi portici e al loro pubblico. Un curioso editto del 1288, secondo il quale nessun nuovo edificio doveva essere privo di portico, specificava che questi dovevano essere alti almeno 7 piedi bolognesi (2.66metri), questo per permettere il transito di un uomo a cavallo. Identica anche la larghezza minima. A queste misure non si attenne scrupolosamente la popolazione più indigente che in alcuni casi riservava 1 o 2 piedi ala propria dimora obbligando i cavalieri transitanti a chinare il capo.

Architetture religiose

In Piazza Maggiore si trova la gotica e imponente basilica di San Petronio costruita per volere del Comune ( e infatti le abitazioni presenti sul terreno in cui edificare furono acquistate con soldi pubblici) fra il 1390 ed il 1659. Presenta un portale decorato da bassorilievi di Jacopo della Quercia, mentre all'interno si trovano alcune cappelle notevolmente decorate. Nella navata sinistra, sul pavimento, è visibile la meridiana più grande del mondo, progettata dal matematico Giovanni Domenico Cassini e realizzata nel 1695. Nella Piazza Maggiore  si trovano la fontana del Nettuno, opera del Giambologna; il Palazzo Comunale (XIII e XV secolo) e il Palazzo del Podestà, riedificato nel 1485 accanto al duecentesco Palazzo Re Enzo.

Di notevole interesse la chiesa di San Francesco del XIII secolo (anche se ha subito notevoli interventi nel XIX secolo e nel secondo dopoguerra), primo esempio di gotico francese in Italia, e gli adiacenti i monumenti funebri dei glossatori, e la chiesa di San Domenico del XIII secolo, con l'arca in cui sono conservate le spoglie del santo: il sarcofago fu realizzato nel 1264-1267 da Nicolo Pisano e bottega, mentre la cimasa è opera di Niccolò dell'Arca, fu iniziata nel 1469 e, essendo rimasta incompiuta dopo la sua morte nel 1494, è completata da alcune piccole statue di Michelangelo; all'interno della basilica, da notare anche il Sepolcro Tartagni di Francesco di Simone Ferrucci.

In piazza Santo Stefano spicca il complesso di Santo Stefano, noto anche come le "Sette Chiese" a causa della sua notevole articolazione in numerose chiese e cappelle collegate da un cortile e da un chiostro. Il nucleo originale fu edificato nell'IVI secolo su un tempio pagano del II secolo dedicato alla dea egizia Isida, del quale sta un architrave con dedica alla dea, murato all'esterno, e alcune colonne di granito africano, all'interno. L'impianto architettonico principale è marcatamente romanico, nonostante alcune modifiche successive. Qui erano conservato fino al 2000 le spoglie di San Petronio, ora traslate nella omonima basilica; alcune cappelle del complesso sono dedicate ai caduti italiani nei conflitti mondiali.

Notevoli anche la cattedrale di san Pietro (ricostruita al XVII secolo); San Giacomo Maggiore (1263), in stile gotico e con elegante portico rinascimentale; la Basilica di Santa Maria dei Servi (eretta tra il XIV ed il XVI secolo), con una Maestà di Cimabue e un suggestivo quadriportico; Santa Maria del Vita ( è la chiesa del primo ospedale di Bologna, fondato nel 1260), al cui interno si trovano le preziosissime terrecotte delle Marie Piangenti, note come Compianto sul Cristo morto e realizzata da Niccolò dell'Arca tra il 1463 e il 1490. 

Sul Colle della Guardia a circa 300 m del centro storico si trova il caratteristico santuario della Madonna di san Luca (1723), che si raggiunge per una lunghissima e suggestiva via porticata del XVII e XVIII secolo (la più lunga al mondo, ben, 3.796 km e dotata di 666 archi). 

Su un colle adiacente al Colle della Guardia, sorge l'Eremo di Ronzano, tipico convento di campagna costruito nel 1140 e riconsacrato ai frati Servi di Maria dal 1921. Oggi ospita il nuovo centro di genetica d'eccellenza dell'Università di Bologna.

Poco lontano dal centro storico si trova il Cimitero della Certosa. Aperto nel 1801, quindi tre anni prima del più famoso Père-Lachaise di Parrigi, sopprimendo e trasformando un importante convento certosino, quello della Certosa di Bologna è da ritenersi il primo vero cimitero italiano moderno concepito per l'intera comunità. Nel corso dei secoli è diventato un cimitero monumentale, scrigno di arte e di storia, degno sicuramente di una visita.


Freitag, 18. April 2014

Calabria






La Calabria è la punta dello stivale, la parte per definizione "in belle mostra". Se proprio vogliamo restare in tema, diciamo che la Calabria è una "calzatura" raffinata e principesca, l'ideale per chi cerca spiagge meravigliose, mare pulito e tradizioni locali tutte da scoprire. Del resto, 700 chilometri di coste - ora rocciose, ora di sabbia morbida come farina, con grotte e anfratti o aperte e attrezzate per grandi e piccoli - non sono certo pochi per scegliere la vacanze che più ci piace. Alcuni dicono che la Calabria non è mai uguale a se stessa e che i suoi paesaggi rispecchiano il carattere vivace e, a volta, un po`difficile della sua gente. È proprio così, fidatevi! Il bello è scoprirla a poco a poco, questa diversità, che si apprezza più che mai dove la terra incontra il mare.

Venendo da nord, la Calabria che ci dà il benvenuto è quella tirrenica della cosiddetta Riviera dei Cedri. Il primo litorale che lascia senza fiato è quello di PRAIA A MARE, graziosa cittadina in provincia di Cosenza che vanta, tra l'altro, una torre di avvistamento cinquecentesca e, nell'entroterra, il santuario della Madonna della Grotta. La spiaggia, molto ampia e quindi mai particolarmente affollata, è di sabbia mista a ghiaietto e vanta un mare limpidissimo. Proprio di fronte c'è un'isoletta lunga circa 4 km, l'isola di Dino, con uno splendido paesaggio naturale caratterizzato da grotte di rara bellezza, tra cui le grotte del leone, delle sardine e la grotta azzurra. Non lontano da qui, non lasciatevi scappare il piccolo borgo di Tortora, con la chiesa di San Francesco e il Palazzo Casapesenna, che ospita un antiquarium con i corredi funerari che provengono da necropoli scoperte nei dintorni.



Un po`più a sud, eccoci a SAN NICOLA ARCELLA. La spiaggia, qui, ha la particolarità di essere straordinariamente grande e di sabbia grigia. È delimitata da basse scogliere e, alle spalle, dal massiccio del Pollino, che la protegge anche al vento. Bello il centro storico di San Nicola, che invita alla visita soprattutto per il suggestivo Palazzo del Principe, la Torre San Nicola, detta anche Torre Crawford,  la Torre Saracena. Ma la vera meraviglia qui è la spiaggia di Arcomagno, una caletta da sogno, che si raggiunge a piedi, percorrendo un sentiero scavato nella roccia. La spiaggia è racchiusa fra due scogliere e prende il nome dallo straordinario arco naturale che si è creato nella roccia a picco sul mare.


Un'altra meraviglia della provincia di Cosenza è DIAMANTE, tutta da godere sia per quanto riguarda il centro abitato, sia per le spiagge. Tra tutte, quella di Punta Santa Letterata è una delle più belle, caratterizzata da un mix di ghiaia e scogli, ideale per chi fa snorkeling e famosa per l'abbondanza della fauna marina (è il posto ideale per i ricci di mare). In alternativa c'è la Spiaggia Grande, con sabbia di media pezzatura e il mare che, a causa del particolare fondale, è di colore verde smeraldo. Oppure si può esplorare l'isoletta di Cirella, coperta di macchia mediterranea e dominata da una torre costiera in rovina.
Finita la giornata di mare e sole, Diamante offre anche altre attrattive, come la chiesa dell'Immacolata Concezione costruita verso la metà del Seicento, e qualcosa di più "profano" ma non per questo meno affascinante, come i numerosi murales realizzati negli anni Ottanta da vari artisti, che rendono la cittadina un museo a cielo aperto. 


Sonntag, 9. März 2014

Enrico Caruso


Enrico Caruso (napoli, 25 febbraio 1873-Napoli, 2 agosto 1921) è stato un tenore italiano.Viene considerato il tenore per eccellenza, grazie alla suggestione del timbro e all'inconfondibile malia dello strumento vocale.


Nacque a Napoli, nel quartiere di San Carlo all'Arena, in via Santi Giovanni e Paolo7, il 25 febbraio del 1873 da genitori originari di Piemonte d'Alife, un toponimo situata all'epoca nella provincia di Terra di Lavoro. (dal 1927 conflituito nella neoprovicia di Caserta e, nel 1974, rinominato Piedimonte Matese)
Il padre, Marcellino Caruso era un operaio metalmeccanico; la madre, Anna Baldini faceva la donna delle pulizie. La madre aveva avuto prima di lui 17 figli, tutti morti. Dopo di lui nacquero altri tre fratelli.

Dopo aver frequentato le scuole regolari, a dieci anni andò a lavorare col padre in fonderia, ma sotto l'insistenza della madre si iscrisse a una scuola serale, dove scoprì di essere portato per il disegno: iniziò  a elaborare progetti di fontane per l'officina dove lavorava. Nel frattempo qualcosa stava crescendo in lui: la sua voce. Le prime arie d'opera e le prime nozioni di canto gli vennero insegnate dai maestri Schirardi de De Lutio.

Nel 1888 la madre morì di tubercolosi e poco tempo dopo il padre si risposò con Maria Castaldi.

Oltre a cantare nel coro della chiesa, Enrico fece qualche apparizione in spettacoli teatrali. La sua voce nel frattempo si era irrobustita e le piccole rappresentazioni cominciarono  a non bastargli più. La sua fortuna iniziò quando il baritono Eduardo Missiano, sentendolo cantare, si entusiasmò a tal punto che lo presentò al maestro Guglielmo Vergine, il quale accettò di dargli lezioni per migliorare la voce, ma pretese da lui il 25% dei suoi compensi con un contratto che sarebbe durato cinque anni.

Nel 1894 Caruso venne chiamato alle armi, ma dopo solo un mese e mezzo, grazie alle leggi in vigore a quel tempo e a un maggiore che era amante della musica, venne congedato a mandato a casa per permettergli di continuare a cantare e a studiare. Dopo lezioni con il maestro Vergine, Caruso si sentiva ormai pronto all'esordio, ma alle prove per la Mignon di Ambroise Thomas non venne accettato, Esordì il 16 novembre 1894 con una parte ne l'amico Francesco di Domenico Morelli, percependo 80 Lire per quattro rappresentazioni (poi ridotta a due a causa dello scarso afflusso di pubblico e nonostante una buona critica)

Al momento della morte il tenore stava preparando il ruolo di Otello, dall'omonima opera di Giuseppe Verdi. Sebbene non sia riuscito a portarlo in scena, registrò comunque due magnifiche selezioni dell'opera: l'aria Ora e per sempre addio e il duetto con Iago, Sì, pel ciel marmoreo, giuro, insieme al grande baritono Titta Ruffo.
Caruso aveva nel repertorio circa 521 canzoni.

Samstag, 8. März 2014

Napoli


Napoli è un comune italiano di 958.078 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia e della regione Campania. 
Situata in posizione pressoché centrale nell’omonimo golfo, tra il Vesuvio e l’area vulcanica dei Campi Flegrei, è il terzo comune italiano per popolazione dopo Roma e Milano, nonché cuore di una delle aree metropolitane più popolose d’Europa.

Fondata intorno alla metà dell’Vlll secolo a.C. fu tra le città egemoni della Magna Graecia, grazie al rapporto privilegiato con Atene, ed esercitò una notevole influenza commerciale, cultura e religiosa sulle popolazioni italiche circostanti tanto da diventare il centro delle filosofia epicurea.

Dopo il crollo dell’Impero romano, nell’Vlll secolo la città formò un ducato autonomo indipendente dall’Impero bizantino; in seguito, dal Xlll secolo e per circa seicento anni, fu capitale del regno di Napoli.

Divenuta capitale del Regno delle Due Sicilie sotto i Borboni, conobbe un lungo periodo di sviluppo socioeconomico culminato in una serie di primati civili e tecnologici tra cui la costruzione della prima ferrovia in Italia.

Dopo l’annessione al Regno d’Italia soffri di un sensibile declino, esteso anche a tutto il sud Italia.

Per motivi storici, artistici, politici ed ambientali è dal basso medioevo fino ad oggi , tra i principali centri di riferimento culturale d'Europa. Sede del Federico ll, la più antica università statale d’Europa, ospita altresi l’Orientale, la più antica università di studi sinologici ed orientalistici del continente e la Nunziatella, una delle più antiche accademie militari al mondo, eletta patrimoni storico e culturale dei Paesi del Mediterraneo da parte  dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo.

Luogo d’origine della lingua napoletana, ha esercitato ed esercita un forte ruolo in numerosi campi del sapere, della cultura e dell’immaginario collettivo a livello mondiale.

Nel 1995 il centro storico di Napoli, il più vasto d’Europa, è stato riconosciuto dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità.

Nel 1997 l’apparato vulcanico Somma-Vesuvio è stato eletto dalla stessa agenzia internazionale (con il vicino Miglio d’Oro, in cui ricadono anche i quartieri napoletani di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli) tra le riserve mondiali della biosfera.

Origine del nome

L’origine etimologica del nome della città di Napoli è molto semplice, a differenza di altri che invece hanno un etimo incerto.

Infatti, è certo che il toponimo “Napoli”, qui istoriato nella forma aggettivata “Neopoliton” su uno statere con Nike e Toro androprosopo del 275 a.C., derivi dal termine greco Neapolis, che significa “città nuova”. Meno chiara, tuttavia, è la radice del nome Neapolis, tradizionalmente individuata nella contrapposizione all’antica Palepolis “citta vecchia”, che sorgeva nell’attuale località di Pizzofalcone.







































Geografia fisica
Napoli sorge quasi al centro dell’omonimo golfo, dominato dal massiccio Vesuvio e delimitato ad est dalla penisola sorrentina con Punta Campanella, ad ovest dai Campi Flegrei con Monte di Procida, a nord ovest-est dal versante meridionale della piana campana che si estende dal lago Patrio al nolano.

Clima
Napoli gode di un clima mediterraneo, con inverni miti e piovosi e estati calde e secche, ma comunque rinfrescate dalla brezza marina che raremente manca sul suo golfo. Il sole splende mediamente per 250 giorni l’anno. La particolare conformazione morfologica del territorio del capoluogo, comunque, è tale da fare in modo che la città possieda al suo interno differenti microclimi, con la possibilità quindi di incontrare variazioni climatiche anche significative spostandosi di pochi chilometri.

Simboli
Lo stemma si compone di uno scudo sannitico diviso in due parti orizzontali di uguale 
altezza, quella superiore colorata d’oro e l’altra di rosso 

Dienstag, 5. November 2013

Wu Ming


Wu Ming è un collettivo di scrittori proveniente dalla sezione bolognese del Luther Blissett Project (1994-1999), divento celebre con il romanzo Q. A differenza della pseudonimo aperto „Luther Blisset“; „Wu Ming“ indica un preciso nucleo di persone, attivo e presente sulle scene culturali dal gennaio del 2000. Il gruppo è autore di numerosi romanzi, tradotti e pubblicati in molti paesi, autodefinitesi parte del corpus(o „nebulosa“) del New Italian Epic.

Formazione

Il fatto che il gruppo si chiami „senza nome“ ha spesso generato equivoci sul presunto anonimato dei suoi membri. I cui nome anagrafici sono invece noti e riportati anche sul sito ufficiale.

Dal 2000 alla primavera del 2008, la formazione ha compreso:
Roberto Bui (Wu Ming1)
Giovanni Cattabriga (Wu Ming 2)
Luca di Meo (Wu Ming 3)
Federico Guglielmi (Wu Ming 4)
Riccardo Pedrini (Wu Ming 5)

Il 16 settembre 2008 il gruppo ha annunciato l’uscita di Luca di Meo dal collettivo, avvenuta nella primavera precedente.

Ciascuno dei quattro membri ha un nome d'arte individuale, una produzione “solista” e una “voce” autoriale autonoma, riconoscibile dai lettori.

In cinese mandarino “wu ming” significa “senza nome” oppure “cinque nomi”. Il nome d’arte è un inteso tanto come tributo alla dissidenza (“Wu Ming” è un modo di firmarsi frequente presso i cittadini cinesi che chiedono democrazia e libertà di parole) quanto come rifiuto dei meccanismi che trasformino lo scrittore in divo.

A questa scelta si lega anche la particolare posizione degli autori in ordine al diritto d`Autore: tutte le opere di Wu Ming sono infatti pubblicate sotto licenza Creativa Commons e dal sito ufficiale del gruppo è possibile scaricare i testi integrali, per i quali è consentita una riproduzione (total o parziale) in qualunque formato, tranne che per scopi commerciale.

Di notevole importanza nella produzione del collettivo è il loro blog Giap.

Il collettivo si impegna in estesi tour di presentazioni e incontri con i lettori e i suoi membri appaiono spesso in pubblico.

I Wu Ming rifiutano di mettersi in posa per servizi fotografici e hanno come politica di non apparire mai in video. Non hanno mai accettato inviti a trasmissioni televisive. Nemmeno sul loro sito ufficiale sono disponibili immagini dei loro volti. La loro politica è quella di apparire soltanto di persona, in carne e ossa.

Il gruppo ha riassunto questa impostazione in un motto: "Trasparenti verso i lettori, opachi verso i media". Ecco come Wu Ming 1 ha spiegato la posizione del gruppo in un'intervista del 2007: Una volta che lo scrittore diventa un volto separato e alienato (nel senso litorale), comincia una ridda cannibalica, quel volto appare ovunque, quasi sempre a sproposito. La foto testimonia la mia assenza, è un vessillo di distanza e solitudine. La foto mi blocca, congela la mia vita in un istante, nega il mio trasformarmi in qualcos'altro, il mio divenire.


Samstag, 10. August 2013

Che amore!


Sophia Loren e Carlo Ponti

Sofia Loren (o "Sophia" com'è conosciuta a livello internazionale, ma il suo vero nome è Sofia Villani Scicolone) era la donna che tutti sognavano. Bellissima, allegra e bravissima. Tanto che, già molto giovane, lavora con alcuni dei migliori registi italiani dell'epoca. Un misto perfettamente riuscito tra una dea romana e una ragazza semplice, di quello che piacciono agli italiani degli anni Cinquanta e Sessanta. Per questo forse, oltre che per la morale cattolica, che nell'Italia di quegli anni è molto presente, la storia d'amore tra Sofia e Carlo è uno scandalo. Lui è un produttore cinematografico lombardo. In quegli anni produce alcuni dei film di registi che faranno la storia del cinema italiano: Roberto Rosselini, Pietro Germi, Mario Monicelli. 
I due si incontrano per la prima volta nel 1951, nello studio di Carlo. Sofia ha solo 17 anni, Carlo ne ha 39 ed è appena diventato padre per la prima volta. Lui sostiene la carriera di Sofia, ma c'è di più: i due si amano profondamente. Carlo ottiene nel 1957 il divorzio dalla moglie in Messico (il divorzio, in Italia, non esista ancora) e li si sposa per procura con Sofia, che è assente. Il matrimonio messicano è annullato in Italia nel 1962, ma Sofia e Carlo si sposano ancora una volta a Sèvres (Francia) nel 1966. Questo loro secondo matrimonio dura più di 40 anni, fino alla morte di lui nel 2007. I due avranno due figli: Carlo junior ed Edoardo.